Cinema ieri e oggi

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Mentre ha recentemente fatto scalpore la notizia dell’imminente chiusura del centralissimo cinema Apollo, pochi passi più in là è sotto gli occhi di tutti uno splendido riutilizzo di uno spazio cinematografico: il primo negozio milanese di Zara, in corso Vittorio Emanuele, presenta ancora l’ingresso, la splendida scalinata, i bei mosaici alle pareti e il grande lampadario del cinema Astra, inaugurato negli anni ’40. Di poco precedente, ma ancora in piena attività è il cinema Ducale: inaugurato nel 1938, spicca in piazza Napoli per l’architettura e la scritta tipici del razionalismo.

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Ha ormai quasi un anno la nuova veste del cinema teatro Trieste, del 1912, oggi ristorante e locale per concerti jazz, mentre è ancora più antico, del 1910, il Dumont, oggi biblioteca civica.

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E’ sempre attivo il piccolissimo cinema Centrale, negli spazi attigui a una chiesa. Infine, l’ex-cinema Maestoso di corso Lodi, nato nel 1938, ha appena subito una totale ristrutturazione ne ha mantenuto l’aspetto esterno, per diventare un centro commerciale.

A casa di Manzoni

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Lo sapevate che a Goethe Milano non piaceva affatto? Ci passò durante uno dei suoi viaggi e rimase colpito solo da due cose: il Cenacolo e Manzoni. Non che si incontrarono mai di persona: però, intrattennero una fitta corrispondenza che si trasformò in un’amicizia. Questo e molti altri aneddoti scoprirete visitando la grande casa di Alessandro Manzoni: situata in uno degli angoli più belli della città, la silenziosa piazza Belgioioso, è una classica meta da gita scolastica, ma viene snobbata dai milanesi adulti. Scelta errata perchè il fascino delle varie stanze, ristrutturate da qualche settimana, è potente: molte sono state modificate nel tempo e accolgono ora ritratti dello scrittore (bellissima la fotografia che lo ritrae anziano), della sua famiglia e rari esemplari delle sue opere, ma sono rimaste intatte la camera da letto in cui visse le sue ultime ore e il suo studio al piano terra, affacciato sul bel giardino, dove possiamo immaginarlo alla sua piccola scrivania alle prese con Renzo e Lucia.

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Museo Manzoniano, Casa del Manzoni, via Morone 1, http://www.casadelmanzoni.it

Fantasia per la casa da Lisa Corti

Sono migliaia le milanesi appassionate delle creazioni tessili di Lisa Corti: tende, trapunte, cuscini, tovaglie, ma anche abiti, caratterizzati da colori vivacissimi e fantasie rilassanti. Fantasie e colori sono frutto dell’infanzia passata in Etiopia e di tanti viaggi successivi in India della loro creatrice: ed è ancora lì che questi bellissimi manufatti, progettati nella bella sede di via Lecco, vengono tessuti e stampati a mano da artigiani specializzati.

Post Lisa Corti

 

Lisa Corti, via Lecco 2, http://www.lisacorti.com

Amare Milano

Post Castellaneta

Milano è nel cuore di tutte le opere di Carlo Castellaneta (1930-2013), giornalista e scrittore. Prolifico narratore di storie della città, dopo il debutto nel 1958 ha pubblicato titoli come “Amare Milano” e “Notti e nebbie” (da cui negli anni ’80 fu tratta una serie tv della Rai) raccontando prevalentemente le vicende della borghesia urbana. L’amore per la sua città lo ha portato anche a lavorare a libri di raccolte fotografiche e a un Dizionario di Milano che narra la storia di centinaia di personaggi della storia meneghina.

Nuova vita per il Cinema Teatro Trieste

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Doveva essere un vero incanto, tra villette e campagne, il quartiere nel 1912 quando aprì il primo cinema della zona, il Trieste: 350 posti, due proiettori e tanta curiosità per quel mezzo nuovo e affascinante. Rimase un luogo strategico anche man mano che, nel dopoguerra, la periferia cresceva e gli abitanti aumentavano salvo poi negli anni diventare, inevitabilmente, una sala di seconda visione e, infine, un cinema porno. Fino alla rinascita che lo ha trasformato in un vivace locale aperto dalla mattina presto fino a sera.

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All’ingresso la zona caffetteria è accogliente come la cucina di una casa amica, con il bel pavimento e la gelateria che vanta un prodotto realizzato solo con latte lombardo; la sala ristorante è accanto alle cucine che sfornano anche ottime pizze e hamburger; e in fondo c’è ancora il vecchio schermo e un palco, che quasi tutte le sere ospita musica dal vivo. Un intelligente recupero di uno spazio storico che ha restituito alla città un importante punto di incontro.

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Cinema Teatro Trieste, via Pacinotti 6, http://www.ristoranteconmusicadalvivomilano.it

Gli archi sopravvissuti

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E’ sopravvissuta ai numerosi riordinamenti urbanistici della città, ai moti del 1848, alle bombe del ’43 e oggi al traffico: è l’antica porta Nuova medievale, costruita nel 1171, con i due archi che fanno da sipario a via Manzoni. La parte che affaccia su piazza Cavour è ancora quella originaria, con il tabernacolo in marmo che fu aggiunto nel Trecento, e qua e là, su tutti e due i fronti, sono state inserite sculture romane.

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Un santo alla Statale

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Gli studenti della Statale che ci passano davanti tutti i giorni di certo ignorano che dietro quella facciata anonima si apre un incantevole raccolta di dipinti del Seicento: è la chiesa di S. Antonio Abate, piccolo gioiello nascosto.

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Era nato come ospedale il convento quattrocentesco di cui faceva parte la chiesa originaria (di cui si può ammirare il campanile dal cortile del vicino n.5), ma fu dalla seconda metà del Cinquecento che si lavorò alla ricca decorazione, con le opere di Giulio Cesare Procaccini e Bernardino Campi.

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La chiesa è visitabile grazie all’opera dei volontari di Aperti per voi del Touring.

S. Antonio Abate, via S. Antonio