Nello studio di Franco Albini

 

L’ambiente creativo ed intellettuale di Milano nella prima metà del Novecento è stato terreno fertile per lo sviluppo di tanti grandi talenti nell’architettura e nel nascente design: un esempio è Franco Albini (1905-1977), oggi considerato un Maestro di queste due materie. Il suo studio, nell’elegante via Telesio, è da qualche anno visitabile grazie al lavoro di conservazione svolto dalla fondazione a lui intitolata che qui organizza regolarmente interessantissime visite guidate.

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Si viene, quindi, introdotti nel bell’appartamento a piano terra dove sono conservati prototipi e realizzazioni delle sue famose sedie (in particolare, si può vedere l’evoluzione dell’idea della celebre “Luisa”), lampade e altri mobili, tra cui la preziosa e ingegnosa libreria Vela, oggi ancora in produzione.

Albini, dopo essere stato collaboratore di Giò Ponti, fece anche parte, negli anni Sessanta, del gruppo di lavoro che ideò gli arredi e le decorazioni della Metropolitana Milanese, ispiratrice di tante altre metropolitane in giro per il mondo.

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Fondazione Franco Albini, via Telesio 13, http://www.fondazionefrancoalbini.com

Cucine economiche

Post Le cucine economiche

Isolato in uno dei tanti quartieri industriali della periferia milanese, lo stabile dell’Opera Pia Cucine Economiche nacque nel 1883 per fornire pasti gratuiti ai poveri che frequentavano la zona: che fossero abitanti delle case popolari, passanti o operai delle industrie locali, la mensa poteva ospitare quasi 200 persone. Oggi intorno all’edificio di viale Monte Grappa non c’è più traccia del naviglio della Martesana che gli scorreva davanti e al posto delle mense c’è un centro civico, ma la sua bella struttura in stile neoromanico progettata dall’architetto Luigi Broggi con le decorazioni in cotto, si fa notare con quella sua aria che ricorda un’altra epoca.

Cucine Economiche, viale Monte Grappa 8

Cento anni dopo Boccioni

Visse a Milano dal 1907 fino alla morte Umberto Boccioni (1882-1916), pittore, scultore e inventore, con Marinetti e altri amici artisti, del Futurismo. E qui oggi sono esposti in maniera permanente molti suoi importanti lavori. Le sue opere visibili alle pareti delle Gallerie d’Italia includono “Le tre donne” (1910) e “Officine a Porta Romana” (1909-10), interessante ritratto della periferia urbana nel momento in cui si stava trasformando in area industriale. Al primo piano del Museo del Novecento sono esposte numerose opere dell’artista: in particolare, la celebre scultura “Forme uniche della continuità nello spazio” (1913) e il dipinto in movimento “Elasticità” (1912). La sua casa al numero 23 di via Adige era il punto di vista preferito dall’artista per ritrarre la città che proprio in quella zona visse, nei primi 15 anni del Novecento, un periodo di grande sviluppo industriale: erano proprio la tecnologia e l’industrializzazione a ispirarlo, in particolare la centrale termoelettrica di piazza Trento e il molino Besozzi-Marzoli, di fronte alla sua abitazione.

Post Boccioni

Pittura e musica a Santa Maria della Passione

Gli appassionati di musica classica ne conoscono bene la facciata, perché Santa Maria della Passione si trova proprio di fianco al Conservatorio Giuseppe Verdi: la chiesa, infatti, faceva parte del grande complesso del convento voluto dal nobile milanese Daniele Birago verso la metà del Quattrocento. Ma è impossibile da non notare per chiunque passi da quelle parti: grandissima, seconda a Milano in dimensioni solo al Duomo, spicca per l’imponente tiburio ottagonale che ricopre la cupola alta 50 metri, realizzata nel Cinquecento.

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Le opere pittoriche al suo interno sono notevoli: tra gli altri, sono presenti Daniele Crespi, Gaudenzio Ferrari e Bernardino Luini (anche Bergognone nella Sacrestia). Custoditi da bellissime ante dipinte sono due organi, uno originale del Seicento e l’altro realizzato nel 2001 riutilizzando la cassa del precedente strumento cinquecentesco, che vengono suonati insieme nella rassegna primaverile “Due organi in concerto”.

Santa Maria della Passione, via Conservatorio 12

Cucina internazionale low cost

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Tra decine di ristoranti che propongono la cucina di tutto il mondo, a Milano è possibile trovare proposte appetitose e di qualità anche senza spendere un capitale. Per chi ama le galettes della Bretagna, l’Ape Piaggio Blu dell’Abeille Gourmand gira la città tutti i giorni proponendole in varie versioni (dolci e salate) per pranzo e merenda.

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Nel simpatico ristorante Il Pasto giusto, specializzato in gnocchi di ogni tipo, il proprietario e chef egiziano Ali realizza anche il migliore cous cous di Milano, con una ricetta che ha vinto il Cous Cous Fest nel 2012.

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Il piccolo locale di Maido, invece, propone piatti economici della tradizione giapponese: seduti ai simpatici sgabelli si può gustare, in particolare, la specialità della casa, il delizioso okonomiyaki. Gli appassionati di kebab, invece, ne trovano una versione da veri gourmet da Mariù dove la scelta vede due tipi di pane e due tipi di carne, con tutte le possibili farciture e salse.

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L’abeille Gourmande, in giro per la città
Il pasto giusto, via Cesana 10, http://www.ilpastogiusto.com
Maido, via Savona 15 e via Cagnola 4, http://www.maido-milano.it
Mariù, viale Sabotino 9, http://www.mariukebab.it

Il collegio delle educande napoleoniche

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Napoleone ha lasciato traccia di sé in tantissimi edifici ed istituzioni a Milano, ma non molti sanno che nel 1808 istituì anche una scuola dedicata alle figlie dell’alta società del tempo, una “casa di educazione per le fanciulle” che è giunta fino ai nostri giorni. L’educandato dal 1865 si trova nella sede di palazzo Archinto, elegante palazzo costruito all’inizio dell’Ottocento dal ricco Giuseppe Archinto con l’architetto Gaetanio Besia e oggi gli studenti della scuola elementare, media e dei licei studiano in tutto l’edificio, comprese le bellissime sale del piano nobile, fastosamente decorate da Nicolas Auguste Thumeloup. Tra stucchi, porte riccamente dipinte, camini monumentali e affreschi, le classi occupano la camera della contessa, la sala pompeiana, la sala della musica e molti altri saloni di grande fascino. E oltre a tre cortili, il complesso comprende anche un grande parco all’inglese, che in origine includeva anche un laghetto.

Educandato Statale Emanuela Setti Carraro, via Passione 12, setticarraro.gov.it

Flower design creativo

Il normale fioraio oggi è fuori moda perché è arrivato il flower designer, un professionista che unisce la conoscenza del verde con la creatività e lo stile, in grado di realizzare vere e proprie opere uniche fatte di fiori. E i lavori di Teak Flower Design, ben lontani dal classico mazzolino comune, vanno incontro a tutti i gusti: ci sono quelli già realizzati come bambole, coppette di gelato, borsette, animaletti, dolci e un infinito potenziale di altri oggetti da riprodurre in base alla propria fantasia.

Teak Flower Design, via Larga 6, http://www.teakartenatura.it

Il ninfeo di villa Litta

Solo nella stagione calda, da aprile a ottobre, è possibile visitare la splendida villa Litta, nel pieno centro di Lainate. Costruita nel Cinquecento e ingrandita nel Settecento, la villa offre un’esperienza che va molto oltre ammirare sale affrescate e imparare un po’ di storia della Lombardia: attraversare il meraviglioso ninfeo cinquecentesco accompagnati dai preparatissimi volontari locali, con le suggestioni degli spettacoli idraulici ancora in attività, è come trovarsi in un parco giochi d’epoca. E tra grotte artificiali, statue e getti d’acqua un po’ invadenti, si incontrano anche preziosi mosaici di ciottoli di Camillo Procaccini.

Post Villa Visconti Borromeo Litta

Villa Visconti Borromeo Litta, largo Vittorio veneto 12, Lainate (Mi), http://www.villalittalainate.it

L’antica basilica di S. Vincenzo in Prato

In una deliziosa piazzetta appartata, a pochi passi dall’affollato mercato di via Papiniano, si trova la basilica di S. Vincenzo in Prato, costruita tra l’VIII e l’XI secolo in un’area precedentemente usata dai Romani come necropoli. Sconsacrata nel 1797, negli anni è stata usata come magazzino, stalla, caserma e persino fabbrica di acidi. La facciata è in semplici mattoni mentre l’interno è in gran parte quello del restauro di fine Ottocento, quando ridivenne chiesa: fanno eccezione i capitelli riutilizzati da edifici romani e un frammento dell’affresco della Madonna dell’aiuto proveniente dalla vicina chiesa di S. Calogero (ora non più esistente). Per ammirarne l’abside dall’esterno, si deve buttare l’occhio in un inatteso giardino privato, custodito dai Sette Nani.

Post S.Vincenzo in Prato

Gli omini rosa

Omini e donnine rosa sui muri della città sono l’arma di Cristian Aloi, in arte Aluà: allegre figure stilizzate, ispirate all’opera di Keith Haring, con le loro pose e i loro gesti raccontano piccole storie d’amore, di civiltà e di rispetto. Concentrate nell’area a nord di piazzale Loreto, che molti amano definire NoLo, da qualche tempo si trovano anche in altre zone e sono realizzate prima su carta e poi affisse: sono, quindi, removibili, da chi non le apprezza ma anche da chi ne vuole un pezzo per sé.

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Colazione in verde

“Macha is the new black” è il loro motto: perché da Macha Cafè è il celebre tè verde cinese l’unico protagonista. Impossibile ordinare un caffè: nell’accogliente, piccolo locale a metà strada fra corso Como e Chinatown, cappuccini, frullati, torte, cheesecake e muffin sono esclusivamente di colore verde e, incredibilmente, buonissimi. Per l’aperitivo, anche i cocktail sono a base macha.

Post Matcha Café

Macha Cafe, via Crispi 15, http://www.machacafe.it